News » La bella stagione dei beni rifugio



Oro, immobili, opere d'arte e oggetti preziosi. Sono i beni rifugio su cui puntano spesso molti italiani che vogliono diversificare il proprio patrimonio o tenersi lontani dalle insidie dei mercati finanziari. Ma cosa deve aspettarsi nei prossimi mesi chi sceglie queste forme di investimento alternative? Ecco, di seguito una panoramica sulle prospettive dei prezzi dei beni rifugio più apprezzati dai nostri connazionali.

ORO
L'oro non sta attraversando di sicuro una fase particolarmente brillante. Le quotazioni del metallo giallo sono infatti reduci da 5 settimane di ribassi, che le hanno portate a toccare i minimi degli ultimi 10 mesi attorno al prezzo di 1.165 dollari l'oncia. Adesso, nonostante i ribassi già registrati, gli esperti delle case d'investimento non sono particolarmente ottimisti riguardo a una possibile ripresa dei prezzi. «Dopo un iniziale apprezzamento dovuto all'esito imprevisto delle elezioni americane, le quotazioni dell'oro sono rapidamente scese e le prospettive per il prossimo futuro non sono migliori», hanno scritto in un recente re-port gli analisti di Assiom Forex, l'associazione rappresentativa degli operatori dei mercati finanziari. Gli autori del report evidenziano infetti che «il valore del metallo giallo presenta di solito una forte correlazione negativa con il livello dei tassi di interesse americani e in parte anche con il cambio del dollaro». Dunque, visto che negli Stati Uniti la Federai Reserve sembra ormai decisa ad alzare gradualmente i tassi dando così nato anche alle quotazioni del dollaro, il prezzo dell'oro non sembra destinato a imboccare un trend rialzista. Piuttosto, secondo gli analisti di Assiom Forex, le quotazioni dovrebbero attestarsi su livelli più bassi di quelli attuali, tra 1.100 e 1.150 dollari l'oncia.

IMMOBILIARE
Se le prospettive dell'oro non sembrano rosee, di tenore diverso sono invece quelle del settore immobiliare. Oggi i prezzi delle case e dei fabbricati sono ancora in discesa ma, secondo le analisi delle principali società di ricerca, le quotazioni del mattone dovrebbero stabilizzarsi definitivamente nel 2017, per poi tornare a crescere negli anni successivi. Dunque, molti nostri connazionali ritengono che sia giunto il momento di comprar casa o di investire comunque negli immobili. Merito anche del calo dei tassi d'interesse, che ha reso assai poco costosi i mutui ipotecali. La dimostrazione di questo nuovo fermento sul mercato arriva anche da una recente indagine del portale web Immobiliare.it effettuata su un campione di famiglie italiane:
oltre il 70% degli intervistati ritiene che ci troviamo di fronte a un'ottima opportunità per fare un acquisto immobiliare. La percentuale di chi la pensa così è sensibilmente maggiore rispetto a quella rilevata nel 2012 (47%) ed è tale da rendere fiduciosi anche gli addetti ai lavori. «Dopo anni terribili », dichiara infatti Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it, «oggi finalmente torna la fiducia fra i compratori. In parallelo», aggiunge Giordano, «anche molti investitori professionali ricominciano a guardare all'Italia come a un mercato profittevole soprattutto nel settore degli immobili commerciali».

ARTE E E PREZIOSI
Considerazioni diverse vanno fette per altre categorie di investimenti rifugiopiù di nicchia come quelli in oggetti preziosi e d'antiquariato, in diamanti o in opere d'arte. Di solito, chi acquista queste categorie di beni non deve muoversi con logiche speculative e non può certo aspettarsi guadagni consistente nell'arco di pochi mesi. Quasi sempre, infetti, bisogna attendere almeno 5 o 10 anni prima di poter rivendere una pittura o una scultura oppure un oggetto prezioso o d'antiquariato e ottenere rendimenti di una certa dimensione. Va detto, però, che non tutti i beni rifugio si comportano allo stesso modo. I diamanti, per esempio, hanno in genere un rendimento crescente abbastanza lineare, superiore di almeno uno o due punti all'inflazione. Discorso diverso per le opere d'arte battute nelle aste, i cui prezzi sono molto sensibili all'andamento del ciclo economico. Per rendersene conto basta dare un'occhiata agli indici elaborati dalla società di consulenza Àrsvalue, che riassumono i prezzi medi delle opere d'arte più battute nelle aste italiane. Tra il 2007 e il 2015, in quasi un decennio di crisi economica, questi indici hanno subito tutti una flessione del 30-40%. Ora, con il pil tornato in positivo, c'è da sperare in una ripresa duratura anche del mercato dell'arte.

Tratto da: La Nazione - Mercoledì 14 Dicembre 2016

di Andrea Telara


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